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Le evidenze geologiche


Il chimismo basico delle vulcaniti, rocce scure relativamente povere in silice e ricche in ferro e magnesio, rivela l’origine profonda dei magmi, derivati dalla fusione parziale delle rocce del mantello. Il limite che separa la crosta dal mantello si trova a qualche decina di chilometri di profondità.
Il magma fluido risalì verso la superficie sfruttando le spaccature della crosta. In parte si raccolse all’interno di una o più camere magmatiche e in parte si riversò direttamente all'esterno attraverso una diffusa rete di fessure.
Su tutto il territorio dell'alta Val Duron e nelle zone adiacenti si possono osservare strutture geologiche e materiali rocciosi prodotti dall’attività magmatica, tra i quali:

- dicchi magmatici - fessure verticali intruse da magma consolidato;

- coni di scorie - stratovulcani in miniatura sui cui versanti si accumulavano lave, ceneri e altri prodotti piroclastici emessi a più riprese da un camino centrale. I depositi stratificati su superfici inclinate possono essere tagliati verticalmente da dicchi magmatici;





- diatremi - condotti attraverso i quali avvenivano eruzioni di tipo esplosivo riempiti da brecce e prodotti piroclastici (Dialer Bohlen);

- pillowlave - prodotti delle effusioni meno violente sotto forma di masse globose spesso soggette a frantumazione per contrazione termica, ma talvolta conservate secondo le tipiche forme a cuscino;





- pillowbrecce - accumuli, a volte stratificati, di ceneri e clasti di varie dimensioni generati dall’esplosione dei pillows;

- ialoclastiti - accumuli di frammenti più omogenei, di brecciole e sabbie grossolane con una significativa componente vetrosa e di minerali di alterazione. Le rocce levigate conosciute come ‘i frati’ sono parte di una lente di ialoclastite.




 
 
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